Federico Fenara

"Il problema risiede fra la tastiera e la sedia."

Stato di pulizia.

Feb
08

Una delle cose più frustranti del lavoro dell’informatico è di trovarsi nella situazione in cui ogni modifica fatta non produce alcun risultato. Non mi riferisco a risultati errati o non conformi a quello che ci si aspettetterebbe, ma proprio ad un “nulla di fatto”. Dopo qualche mezz’ora passata scervellarsi su files di configurazione, arriva il fatidico momento del test e si scopre che la situazione non è cambiata per nulla e, oltretutto, non si ha nessuna indicazione su qualche possibile errore commesso e, di conseguenza, della possibile risoluzione.
Per chi possiede un minimo di esperienza, il primo imputato a cui addossare le colpe di un “nulla di fatto” è la famigerata cache.

Il tipico esempio della sindrome di “frustrazione da cache” avviene quando si aggiorna un record del DNS e si attende la propagazione della modifica attraverso tutti i server. Se l’indirizzo è stato messo nella cache del sistema che si sta utilizzando, il risultato è paragonabile a quello di assaporare una bella tazza di brodo sotto ad una pioggia torrenziale: niente per un tempo infinito.

Da qui la necessità di appuntarmi i comandi per la pulizia della cache del DNS sui diversi sistemi operativi che utilizzo quotidianamente:

Windows
ipconfig /flushdns

Ubuntu
sudo /etc/init.d/dns-clean start

Mac OS X
dscacheutil -flushcache

Chissà se me ne ricorderò la prossima volta che modifico un indirizzamento o se continuerò ad attendere quello non può accadere.

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    Il modo giusto di uccidere.

    Feb
    07

    A dispetto di tutte le belle interfacce grafiche che continuano a proliferare sui dispositivi dotati di microprocessore, usare una bella sessione bash attraverso un programma terminale continua a dare le sue belle soddisfazioni. Ancora meglio se collegati in remoto attraverso una sessione SSH. Tutto bello, comodissimo, molto soddisfacente.

    Fino a quando non cade la connessione.

    A questo punto il terminale rimane piantato senza possibilità di recupero e senza alcuna speranza di chiusura. Il dramma solitamente procede con la disperata pressione di [ctrl]+c che, come da copione, non produce alcun effetto.

    Ma da oggi si cambia vita.

    Ho scoperto la combinazione magica (o meglio, la “sequenza di escape”) che permette una serena eutanasia della sessione. Eccola qui.

    [return]~.

    Alchè la sessione si chiude docilmente, pronta per essere resuscitata.

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      Lo sente questo, signor Anderson?

      Jan
      15

      Questo è il suono dell’inevitabilità.

      Come inevitabile il fatto che , prima o poi, una tecnologia forte come quella della carta elettronica, possa arrivare a produrre ammenicoli meravigliosi come quello che, altrettanto inevitabilmente, mi sono accaparrato e che potete visionare nella foto accanto.

      Il modello che ho scelto è il Sony E-Reader PRS-505, un modello già soppiantato da alcune nuove release di e-book reader (ora touch-screen su tutta la gamma) da parte di Sony, il quale presenta l’enorme vantaggio di essere economicamente abbordabile per un prodotto intrisecamente diverso da tutto quello che, di elettronico, si è posseduto. Come già accennato, il reader non possiede uno schermo magico al tocco ma si è rivelato essere più che sufficiente per quanto riguarda il mio bisogno di avere qualcosa da leggere in ogni momento senza dovere, per questo, appesantirsi di roba.

      Con una veloce ricerchina in rete esistono anche diversi trucchetti utilizzabili con il dispositivo. Di seguito la lista dei miei favoriti.

      Ruotare lo schermo

      La procedura normale consisterebbe nell’andare a ricercare la corrispondente voce di menu, ma esiste una scorciatoia. Tenere premuto per 5 secondi il tasto del ridimensionamento del testo e magicamente il testo verrà mostrato in formato portrait o landscape.

      Saltare 10 pagine

      Stesso concetto del trucchetto precedente. E’ possibile avanzare o retrocedere di 10 pagine per volta semplicemente tenendo premuto per 5 secondi il tasto corrispondente all’avanzamento di pagina.

      Andare ad una certa percentuale del libro

      Tenendo premuto per 5 secondi il bottone numero 1 del tastierino laterale, si verrà portati all’inizio del libro. Con il tastino numero 2, si viene portati direttamente al 20% delle pagine totali, con il numero 3, al 30% e così via. Comodo per trovare un passaggio o un brano di cui non ci si ricorda esattamente la posizione all’interno del testo scritto.

      Questa la lista dei trucchetti che sono riuscito a trovare in rete ed era quindi inevitabile scrivere un post per tenermeli a mente.

      Inevitabile.

      Quanto la lenta agonia del supporto cartaceo.

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